Percorso per introversi

Coaching individuale e risorse per migliorarsi

QUELLO CHE CREDEVO NON ERA VERO
ecco la mia storia

Ciao sono Chiara.

Mi ricordo bene da piccola come osservavo mio padre quando incontrava delle persone del suo ambito lavorativo. Sento ancora nella mia testa i complimenti che si facevano per chi era “bravo nel suo lavoro”, ovvero sorrideva sempre, aveva la battuta pronta, era spigliato, faceva amicizia facilmente ed era sempre attorniato da persone. 

In tutta la mia infanzia, il modello della persona di successo e felice era sicuramente estroverso. Erano anche gli anni ’80 e ’90, e proprio non mi ricordo nulla che potesse offrirmi un’alternativa. Sono così diventata una ‘studiosa’ del modello, osservando da distante le ragazze popolari a scuola, sopportando derisioni e calpestamenti, e con grande coraggio (ora me lo so riconoscere!) ed enorme fatica cercando un motivo dentro di me per arrivare alla fine della scuola.

All’università ero pronta a testare il risultato di anni di ‘studi’ del modello estroverso: ero così brava a replicarlo che ho ingannato tutti. Me compresa. Finalmente erano gli altri guardarmi con invidia, perché avevo “successo”, mi lanciavo in qualsiasi cosa, creavo contatti sociali, ero io quella popolare.

E siccome questo veniva premiato a livello di voti e riceveva grandi complimenti, non ho ascoltato nessuna voce che venisse da dentro di me. L’ho portato avanti ad oltranza.

 

Nel mondo del lavoro, nel mio CV la competenza nelle “relazioni” era in bella mostra. Ho ricoperto ruoli sempre più a contatto con il pubblico, che prevedessero una montagna di interazioni sociali.

Col passare degli anni, succedevano queste 3 cose contemporaneamente:

  • acquisivo sempre più competenze, e perciò diventavo sempre più brava col pubblico

  • un senso di inspiegabile insoddisfazione si faceva largo dentro di me

  • ero sempre più affaticata, il lavoro mi prosciugava ogni energia, ero costantemente stremata.

 

Per quanto provassi a spiegare le mie emozioni, nessuno riusciva a capirmi, e chiudevano velocemente il discorso dicendomi “Vedrai che passerà! Tu sei brava!”, “Prendila con leggerezza” o “Smettila di farti tutte queste pippe mentali!”. 

Ma questo non mi aiutava, io continuavo a sentirmi sbagliata, fuori posto. Mi dicevano che era solo che reagivo esageratamente a dei piccoli dubbi, e la lotta interna che portavo avanti dentro di me invece che placarsi, si faceva sempre più ineluttabile…

 

Per fortuna che sono molto testarda! Dopo decine di corsi di formazione, aiuti emotivi, periodi di profondo smarrimento e dolore… non ho rinunciato a dare un senso a questa incoerenza che mi sentivo dentro. 

È così che nel mio percorso sono approdata poi finalmente ad una disciplina, un insieme di strumenti, o come piace chiamarla a me, una filosofia che ha cambiato tutto il mio approccio. Non c’era più un modello prestabilito che era meglio seguire, o delle tecniche che se non funzionavano era perché io non ci credevo abbastanza, o non le applicavo a dovere. 

 

Io lo vedo come un percorso che ha soddisfatto, con rispetto, il mio bisogno di conoscermi, di scoprire i miei lati ‘sanguinanti’ e riconoscere ciò che mi da fastidio e mi triggera. E poi di svelare cosa mi piace, mi nutre, mi ricarica e mi dà davvero voglia di fare e mi fa sentire bene. Bene con me stessa.

 

È un viaggio che tutt’ora continuo, fatto di cose più complesse, ma anche di tante cose semplici e piacevoli. Finalmente il senso di soddisfazione è parte delle mie giornate, e sento che sono sulla strada giusta. Sono la persona giusta al posto giusto.

È ricco di sorprese che scaldano il cuore e mi motivano a fare. 

Ora ho imparato a, nell’ordine:

  • Conoscermi a fondo

  • Valorizzarmi per ciò che sono

  • Cambiare ciò che non mi fa bene, come ad esempio il mantenere una faticosissima facciata incoerente con la vera me.

Lettura

La vita scorre e a volte non ci soddisfa.

Le difficoltà possono essere molteplici.

Ecco perché da anni seguo le persone attraverso sessioni di Coaching per insegnar loro a superare questi ostacoli.

Ho deciso di mettere a disposizione questi strumenti per aiutare gli introversi come me.

Alcune difficoltà che potresti aver vissuto

STRESS

  • Ansia

  • Essere infastiditi dai comportamenti altrui

  • Tristezza

  • Inadeguatezza

NON ESSERE CAPITO

  • Non riuscire a dire la propria opinione

  • Condividere qualcosa che non mi va bene

  • Spiegare che stai bene così

SENTIRSI GLI UNICI

  • Le persone non capiscono i miei bisogni

  • Accettarsi

  • Senso di colpa per non partecipare alle attività delle altre persone

DIFFICOLTÀ A RELAZIONARSI

  • Dire di no

  • Non farsi rispettare

  • Non sopportare le altre persone

  • Trovare un partner

E VA BENE COSÌ

Tutto quello che hai trovato sopra non è un difetto ma una caratteristica. Se è una cosa che ti piace di te conservala, ma se non è una scelta e provi sensazioni che non vorresti, in quel caso sono qui per aiutarti.

Quali strategie utilizzo

pnl nUOVO CODICE

Nell'ultimo dei miei grandi viaggi ho scoperto il Coaching con la Programmazione Neuro Linguistica, di cui sono una trainer certificata, e ho incontrato uno dei suoi due creatori John Grinder, che assieme alla moglie Carmen Bostic St. Clair mi ha insegnato a riconoscere chi sono, la magia dei processi che mi danno la vita, la semplicità delle interazioni con gli altri. Ho cercato il mio centro, e il mio scopo.

Sì, è stato un viaggio lungo e profondo, in cui posso percepirmi cambiare e anche notare come sono cambiata.

Ed eccomi qui, diventata me stessa, è stato naturale voler condividere questo percorso con più persone possibile!

METAFORE

Le metafore vanno a lavorare direttamente con l'inconscio.

Aver già lavorato con tantissime persone diverse mi aiuta ad avere risultati sempre maggiori.

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